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L’IMPORTANTE RUOLO DEL PRESIDENTE EMANUELE FERRARIO NELLA COSTRUZIONE DI RADIO MARIA

Di Padre Livio- 8 luglio 2026

Prima di scrivere alcuni pensieri sulla mia collaborazione con il Presidente Emanuele Ferrario, iniziata nel 1987, anno in cui è nata l’Associazione Radio Maria, fino al momento del suo ritorno alla casa del Padre, l’8 Luglio del 2020, vorrei fare una considerazione necessaria per noi cristiani e ascoltatori di Radio Maria.
Radio Maria è un dono di Maria, in particolare della Regina della Pace, e dimenticare l’origine soprannaturale di questa straordinaria opera di Dio, è un imperdonabile peccato di presunzione.
All’origine di Radio Maria c’è la Madonna che chiama per realizzare il suo progetto di conversione e di evangelizzazione, al servizio della Chiesa e per la salvezza delle anime.
Gesù stesso ci ha ricordato che, anche quando abbiamo fatto tutto quello che ci ha chiesto di fare, dobbiamo avere la consapevolezza di essere servi inutili.
Anche nella lettura della storia di Radio Maria dobbiamo elevare lo sguardo al Cielo che, da una parte, ci fa vedere la mano di Dio che ci sorregge e ci guida mentre, dall’altra parte , ci rivela il nostro camminare incerto e a volte fuori strada.
Il mio primo incontro con Ferrario è avvenuto nella primavera del 1987, quando era appena stata formata l’Associazione Radio Maria, che aveva acquisito la minuscola radio parrocchiale, dalla quale venivano trasmessi Messaggi di Medjugorje.
Ferrario mi parlò, con una convinzione che mi stupì, del suo progetto di realizzare una emittente mariana nazionale e della necessità di trovare un Sacerdote, come Direttore, per realizzare questo stupefacente obbiettivo.
Ferrario mi parlava della sua chiamata ma anch’io, dopo il mio pellegrinaggio a Medjugorje, mi sentivo coinvolto nel medesimo fervore di servire la Madonna. Il progetto si realizzava alcuni mesi dopo, col permesso dei miei Superiori, di dedicarmi a Radio Maria come Direttore e membro del Direttivo.
La prima decisione che prendemmo insieme fu di trovare nelle vicinanze di Erba una nuova Sede di Radio Maria staccata dalla Parrocchia, in quanto la Chiesa non poteva essere coinvolta in apparizioni mariane allora controverse e poco conosciute.
Ferrario era ben consapevole che un simile progetto nazionale, di Radio cattolica e mariana tutta da costruire, avrebbe avuto poche o nessuna possibilità di riuscire, senza una conduzione autorevole dal punto di vista dei contenuti.
Ci dividemmo quindi i campi di lavoro secondo il buon senso, nello spirito di servizio verso l’Ancella del Signore:
Ferrario, come Presidente e come imprenditore, si è assunto la gestione finanziaria e tecnica, puntando a un continuo sviluppo, prima in Italia e poi nei cinque continenti. La sua volontà di conquistare nuove frontiere non aveva limiti.
Padre Livio, come Direttore, ha ideato e costruito la Nuova Radio Maria, precisandone il carisma, gli obbiettivi e i programmi, scegliendo i conduttori e vigilando sull’ortodossia dottrinale e i rapporti con la Chiesa.
Ogni mattina di buon’ora ci sentivamo al telefono per uno scambio di idee e per consigli reciproci.
Nel medesimo tempo una giovane e fedele Roberta modellava il format radiofonico come un’opera d’arte in continua perfezione.
Per quanto riguarda le risorse economiche, Ferrario ha fatto sua, senza problemi, la mia ferma decisione di non accettare la pubblicità e di affidarsi unicamente alle offerte degli ascoltatori.
Il mio incarico fin dal principio è stato quello di sensibilizzare quotidianamente gli ascoltatori sui bisogni della Radio. Ferrario mi teneva sempre al corrente delle offerte, che arrivavano attraverso la posta e la banca, e si regolava negli investimenti secondo quanto riuscivamo a raccogliere.
Con una battuta lui amava dire che il compito di Padre Livio era quello di sollecitare le offerte, mentre quello di Ferrario era di investirle nella radio e nella sua diffusione.
Ferrario nel medesimo tempo gestiva anche una sua ditta personale, che però tenne sempre distinta dalla conduzione di Radio Maria. Ha messo a disposizione del progetto di Radio Maria la sua straordinaria capacità imprenditoriale e la sua tenacia nel lavoro, ma non le sue risorse economiche, come Lui stesso ha più volte precisato.
Ferrario, servo fedele, è rimasto sul posto di lavoro fino alla fine, anche quando ha passato il testimone al suo successore, l’attuale Presidente Vittorio Viccardi. Nel giorno del suo funerale ho detto ai microfoni di Radio Maria che Emanuele Ferrario è stato accolto in Cielo con una standing ovation.
Alla fine, ciò che è più importante è andare in Paradiso e impostare la vita per questo obbiettivo. Lasciamo che sia il Padre eterno ad assegnare le aureole celesti, le uniche che contano.
Noi impariamo da Ferrario l’amore per la Madonna e per Radio Maria, perseverando e sudando come lui ha fatto, perché questo è il segreto del successo del progetto Radio Maria.

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